
Goooooood. Ho passato gli esami, lavoro tutto il giorno (!!!), non ho un cazzo da fare, e quindi mi sono persa nelle mie profondissime elucubrazioni.
La conclusione di tutto questo pensare è che a Roma fa caldo, insopportabilmente caldo. Non è che ho pensato tanto solo per questo, un attimo che ci arrivo. Allora, dicevo che fa un caldo incredibilmente maledettamente insostenibile. Ecco. Ma in fondo vivere a Roma non è poi così male (anche perché di notte è bellissima). Quindi se trovo qualcuno/a con cui mettere in atto il mio progetto sarò una ragazza moooolto felice.
Nei mesi sopportabili si sta a Roma tranquillamente. Quando comincia a fare quest'afa assura si emigra per qualche mese in Islanda o in un qualsiasi altro paese freddo a sorseggiare tè bollenti, e a goderci il sole imbottiti di maglioni.
Non so che ho questo periodo. Sono nervosa, incostante. Passo da uno stato di euforia/pazzia ad uno di depressione/malessere generale della serie datemiunalamettachemitagliolevene. Sono proprio stanca.
Oggi ho risentito mia madre, dopo settimane e settimane. Un po' mi ha risollevata, mi ha fatto piacere sentire la sua voce. Forse riesco a stare bene con le persone quando mi stanno lontane. Riesco ad alienarmi e stare da sola più facilmente con la consapevolezza di aver sempre, sempre, un posto verso cui scappare (ovunque). Per me è più facile. Per me che sono straniera ovunque vada, è più facile. Vivo alienata in un posto con il pensiero costante che tanto potrò andarmene da un'altra parte, e quando poi ci sto, ri-scatta lo stesso meccanismo (cerco inutilmente di analizzarmi). Finirà che starò in giro everywhere, everytime, senza mèta fissa. Che cazzo di problema.
Il vero problema ora è che non riesco a conciliare lavoro-studio. Ossia, prima ci riuscivo, ma ora che si avvicinano gli esami (thanks god che non è la maturità sennò facevo una cosa molto emo e mi suicidavo senza tanti complimenti) e la mole di studio è aumentata vertiginosamente, passo l'unica metà della giornata in cui potrei studiare a piangermi addosso perché ho tante/troppe cose da fare e alla fine non faccio niente.
Tanto al lavoro ho capito che è quasi impossibile studiare: la campagnola (una tizia che lavora qui) mi parla di continuo, cerco di non scazzare con i/le vari/e mr/mrs "cercavo questo e quest'altro perché, no sai, insomma, il mio nutrizionista dice chefffabbbene e poi blablabla e quindi blablabla" e blablabla.
Allora io un po' di cose da dire ne avrei.
- C'è l'invasione di formiche a casa, che entrano dal balcone della MIA camera e dal momento che io ho il più totale ribrezzo per le formiche, mi fanno schifo, sono brutte, sono tante, troppe, voglio una fiamma ossidrica e anche a costo di bruciare il parquet voglio eliminarle.
- Mi sono rotta il cazzo della gente che ho a scuola e deve fare macello perché tanto paga così può non fare niente e fare macello con tutta la tranquillità di questo mondo quando l'unica cosa che voglio al momento è studiare e se mi fanno passare anche quella posso diventare una bestia feroce e crudele e rimpiangeranno di avermi scassato le palle.
- Sto al limite di sopportazione per la convivenza e se lo supero, impacchetto tutte le mie cose e arrivederci. Se qualcuno è disposto ad ospitarmi nel caso che, me lo faccia sapere. Altrimenti venite a trovarmi sotto il Ponte delle Meretrici che dormo lì con le limpide e fresche acque del Tevere a conciliarmi il sonno.
FUCK
Scarico films, telefilms, musica e nulleggio spizzicando mais soffiato. Che bello riavere il computer (e quindi internet) al negozio. Il capo e la sua adorabilissima consorte, non ci sono, gioia e tripudio. I loro adorabilissimi pargoli non ci sono, estasi.
Si perché già è irritante lavorare con le mille cose che mi danno da fare, se poi devo anche fare da baby-sitter a questi ragazzini che corrono, saltano, si aggrappano agli scaffali, mi saltano addosso e cominciamo un corpo a corpo rotolandoci sul pavimento e, ovviamente, vinco sempre io, allora no, lavorare diventa una cosa veramente impossibile.
Specie dal momento che ogni volta che loro non ci sono io cerco di fare i compiti e studiare e fare i porci comodi miei, come in effetti sto facendo ora. Io DOVREI STUDIARE, ho gli esami a giugno e non sto facendo niente. Niente di niente. E faccio sempre sega.
Non mi va di scrivere, adieu.
(p.s. io non sono d'accordo)
Coinquilina (E) e madre (P).
P: "... insomma, ho pulito un po' e ho cambiato gli asciugamani."
E: "Che cosa hai fatto?"
P: "Eh! Gli asciugamani. Li ho cambiati."
E: "Ma porca pxxxxxa! Li avevo cambiati io stamattina, ma che non vedi che sono puliti? Devi sempre fà casino, pxxxxxa ladra! Mai una volta che te stai ferma eh!"
P: "E te dimmelo no? Cristo, ma lasciame un bigliettino come fai sempre, no?! E poi scusa, rimetti a posto questi e tira fuori quelli in lavatrice che allora sono puliti."
E: "Si ma non è quello! Visto che lo sai che io il martedì mattina cambio gli asciugamani, statte ferma no? Eppoi siccome lei (che sarei io) aveva detto che passava da te prima di andare a scuola, pensavo te lo dicesse! (faccio la vaga e continuo a studiare) Se devi fà sempre casino, non venì che mi fai un favore!"
P: "Senti E..., vaffanculo, te e quei cazzo di asciugamani."
Cioè, capito?! ASCIUGAMANI
Il fatto che io passi tutto il mio pomeriggio davanti al computer e che venga anche PAGATA per questo, well, è preoccupante. Contando anche che io dovrei studiare per il compito di biologia di domani, ma si, uhm, vabbè.
Comunque, se qualcuno vuole farmi un regalo di non-compleanno, vorrei tanto dei colori ad olio, matite colorate, obiettivi per la macchinetta eppoi, uhm, si, taaaaaaaanti vestiti/cd/dvd.
Stare le ore seduta davanti alla cassa è una delle cose più alienanti che ci siano, e il problema è che si tratta di un alienante-non-piacevole. L'alienante piacevole è come fare, che so, fotocopie ininterrottamente.
E la gente mi sembra tutta uguale, e giro per i blog e trovo sempre le stesse cose. Io così mi annoio.
In realtà avrei taaanto da studiare, ma non ci sto proprio con la testa, leggo le stesse frasi per un'ora senza capirci niente. Penso sia grave.
Torno alle mie folli letture.